fbpx

Le 3 cose da sapere in caso di frattura ortopedica.

Dolore tra pollice e polso: il primo sintomo della sindrome di De Quervain
23/08/2019
La dieta che aiuta: i 3 alimenti che aiutano in caso di frattura
22/09/2019
Cosa bisogna sapere in caso di frattura ortopedica?Come vi avevamo spiegato in questo articolo, per frattura si intende una condizione medica dove vi è un’interruzione di un segmento osseo o cartilagineo.

I dottori hanno a disposizione diversi metodi per riparare l’osso fratturato a seconda della gravità, delle zona interessata e della tipologia.

Le fratture possono essere complete o parziali, alcune possono richiedere interventi in chirurgia anche impegnativi per l’applicazione di placche e viti in metallo, mentre per altre è sufficiente immobilizzare la parte tramite l’utilizzo del tradizionale gesso ortopedico o un tutore.

Potrà sembrarvi strano ma chiunque ha subito una frattura è poi guarito in modo sempre differente. Infatti, il processo di guarigione è soggetto a molte variabili e dipende dalla natura e dall’estensione della lesione, dalla stabilità dell’immobilizzazione ed infine dal processo biologico vero responsabile della guarigione.

In questo articolo esamineremo come i dottori possono trattare una frattura e la scienza dietro le 3 principali fasi di guarigione da una frattura.

Perché è fondamentale seguire una terapia dopo una frattura ?

Se una persona che ha una frattura non si sottopone a nessun trattamento sanitario c’è un’altissima probabilità che il segmento osseo guarisca in una posizione non corretta. Infatti, uno degli obbiettivi principali che hanno in comune tutti i trattamenti è quello di ristabilire la normale anatomia e di conseguenza una normale attività motoria. Per questo il primo compito del medico è quello di “manipolare” la zona interessata per rimettere tutte le parti dell’osso dove dovrebbero stare. Esistono fratture con diversi gradi di gravità ed alcune possono portare a serie complicanze.

Per questi motivi, indipendentemente dal dolore che si provi o dalla gravità della botta è sempre opportuno che si venga esaminati da un dottore per un eventuale trattamento così da scongiurare future complicazioni.

Tra la complicanze più comuni in seguito ad una frattura trascurata ci sono:

  • La formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni presenti nella zona interessata
  • Infezioni più o meno gravi dovute all’eventuale ferita
  • Danni alla pelle, ai tessuti o alla muscolatura intorno alla frattura
  • Gonfiore diffuso dovuto al sanguinamento interno

In caso di frattura di un osso lungo come ad esempio il femore, si potrebbe anche verificare una grave complicazione chiamata embolia, causata principalmente dal rilascio di cellule adipose all’interno del flusso sanguigno depositandosi nei capillari dei polmoni.

Metodologie per il trattamento di una frattura

A seconda del tipo e della zona colpita il dottore potrà scegliere uni di questi trattamenti:

Gesso ortopedico tradizionale

Dopo aver riposizionato il segmento interessato nella corretta posizione anatomica il dottore o l’infermiere immobilizzeranno la frattura mediante l’utilizzo di un bendaggio imbevuto in una soluzione contenente gesso o usando delle bende imbevute di resina. In entrambi i casi il bendaggio una volta asciutto diventerà rigido e sufficientemente resistente per mantenere la frattura in posizione corretta durante il periodo di guarigione. Questa soluzione però inventata originariamente nel 1861 a Parigi presenta non pochi inconvenienti. Come potrete immaginare il gesso tradizionale non è resistente all’acqua, ha un peso consistente e non permette una corretta traspirazione della pelle con la molto probabile formazione di dermatiti o funghi. Inoltre, se non realizzato a regola d’arte porta a complicazioni severe dal punto di vista medico, come ad esempio la sindrome compartimentale che abbiamo descritto qui o reumatiti.

Tutori

Customized orthopedic braces that adapt to every patient’s needs

A differenza del gesso, un tutore a secondo di marca e tipologia può sia immobilizzare sia permettere piccoli movimenti controllati. La pratica più comunemente usata dai dottori è quella di utilizzare per un primo periodo il tradizionale gesso per poi successivamente passare ad un tutore. Ad oggi però sono nati dei tutori, di cui un esempio qui, che possono seguire il paziente per tutte le fasi di guarigione dall’inizio alla fine.

Riduzione aperta

Quando è presente un frattura molto grave il dottore può aver bisogno di compiere un’intervento chirurgico per correggere la lesione. In una riduzione aperta il chirurgo espone la frattura e riposiziona le ossa in modo corretto. Esistono due tipi di riduzione aperta:

  • Riduzione aperta con fissatore interno: questa procedura prevede l’utilizzo di viti speciali o placche metalliche sulla superficie esterna dell’osso. Inoltre il chirurgo potrà posizionare un filamento metallico al centro dell’osso per tenere le parte dell’osso insieme.
  • Riduzione aperta con fissatore esterno: questo trattamento impiega l’utilizzo di un dispositivo esterno che viene fissato dal chirurgo all’inizio ed alla fine dell’osso per supportare e immobilizzare la parte durante il periodo di guarigione.

Le tre fasi di guarigione

Le tre fasi di guarigione dell’osso tipicamente prevedono

1. La fase infiammatoria

La fase infiammatoria è il primo stadio di guarigione che avviene immediatamente dopo la fattura. E’ caratterizzata dalla formazione di un ematoma alimentato dal versamento di sangue e che viene poi infiltrato da altre cellule quali macrofagi, globuli bianchi, ed altre. Questa fase termina all’incirca una settimana dopo l’avvento della frattura.

2. La fase di riparazione

La fase di riparazione inizia qualche giorno dopo la frattura fino a 2 o 3 settimane dopo. Durante questo periodo il corpo produce della cartilagine e del tessuto all’interno ed intorno il sito di frattura. Le cellule che erano presenti nell’ematoma e sull’osso rotto cominciano una vivace attività di moltiplicazione e trasformazione in cellule che formano osso, producendo collagene che poi viene impregnato di sali di calcio. Questo callo fibroso, tra la terza e la quarta settimana dalla frattura, inizia a trasformarsi in callo osseo ovvero inizia la calcificazione del tessuto che porterà alla trasformazione del callo in osso strutturato.

3. La fase di rimodellamento

La fase di rimodellamento  inizia sei settimane dopo la frattura e può durare settimane, mesi ed in alcuni casi eccezionali anche anni. In questo tempo l’osso viene a rimodellarsi nella propria struttura fino a riacquistare l’originale resistenza meccanica alternando fasi di distruzione e ricostruzione. La fase di rimodellamento si considera esaurita quando cessa ogni processo rigenerativo a livello della frattura.

Cosa si può fare per velocizzare la guarigione da una frattura ?

Il modo migliore per aiutare le fratture è quello di riposare e limitare l’uso dell’arto interessato. 

Altri metodi che si possono utilizzare per ridurre i tempi di guarigione ed accelerare la riparazione ossea includono:

Assumere supplementi di proteine: Poiché una grande parte dell’osso è composta da proteine, l’assunzione di integratori proteici può aiutare l’osso a ricostruire e guarire. Le persone con diete povere di proteine possono sviluppare un callo gommoso ed instabile attorno alla frattura invece di un callo solido e resistente.

Assumere antiossidanti: Gli antiossidanti rimuovono i radicali liberi generati dal danno tissutale. Poiché le fratture ossee causano danni ai tessuti, l’assunzione di integratori antiossidanti può aiutare nella guarigione delle ossa. Si possono trovare facilmente antiossidanti in integratori che contengono vitamine E e C, licopene e acido alfa-lipoico.

Assumere integratori di sali minerali e vitamine: le ossa sono composte principalmente da minerali, tra cui calcio, silicio, magnesio, fosforo e zinco. Un’apporto superiore di questi minerali può aumentare le probabilità di una guarigione migliore e più rapida. Ovviamente anche le vitamine sono essenziali per la ricostruzione ossea in quanto promuovono la maggior parte dei processi e delle reazioni cellulari che si verificano nelle fasi di guarigione. Le vitamine C, D e K svolgono ruoli vitali nel processo di guarigione della frattura mentre la vitamina B è essenziale per la produzione di energia.

Non fumare: Le persone che fumano possono avere una guarigione ossea lenta e meno efficiente. A volte, questo può portare ad una situazione in cui l’osso non guarisce e sviluppa una frattura non consolidata o richiede più tempo per guarire.

Terapia ad ultrasuoni: gli ultrasuoni a bassa intensità vengono applicati quotidianamente alla zona interessata ed è stato provato che aiutano la frattura a guarire. I tutori realizzati attraverso il sistema  Holey Brace Creator permettono l’applicazione degli ultrasuoni fin dal primo giorno di immobilizzazione, permettendo una guarigione più rapida e sicura.

Innesto osseo: se la frattura non guarisce, viene trapiantato un osso naturale o sintetico per stimolare l’osso rotto.

Terapia con cellule staminali: attualmente sono in corso studi per vedere se le cellule staminali possono essere utilizzate per trattare le fratture che non guariscono.

Se sei interessato su come applicare la stampa 3D nel tuo reparto di ortopedia scopri le nostre soluzioni di stampa 3D per tutori ortopedici su misura.

Ottieni un tutore

Scarica la brochure pazienti di Holey!

Lascia qui la tua mail e riceverai il nostro PDF
con tutte le informazioni che cerchi

Il tuo nome

La tua email

La tua Provincia:


Scarica la brochure di Holey!

Lascia qui la tua mail e riceverai il nostro PDF

Il tuo nome

La tua email


Get the brochure!

Leave here your E-mail and you will recive the brochure in PDF

Your name and lastname

Your E-mail