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Cos’è una frattura ortopedica: definizione, sintomi e cura

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Per  frattura si intende una condizione medica dove vi è un’interruzione di continuità di un segmento osseo o cartilagineo.

Scopri cosa è una frattura, quali sono le cause più frequenti e quali sono i trattamenti disponibili per la cura.

Una significante percentuale di fratture avviene ogni giorno per traumi dovuti a forti impatti o per un carico di sforzo troppo elevato.

Nel caso di un trauma, l’osso si frattura quando il trauma ha entità tale da superare i limiti di resistenza dell’osso stesso e può interessarlo in modo diretto o indiretto. Nel caso il trauma sia diretto l’osso si frattura nel punto in cui viene applicata la forza, mentre nel caso sia indiretto la frattura si manifesta ad una certa distanza dal punto di applicazione della forza, la quale si propaga lungo la catena cinetica di un arto o della colonna vertebrale fino a raggiungere la sede di frattura.

Le fratture per carichi di sforzo troppo elevati vengono definite fratture da stress e sono causate dalla ripetizione di continue sollecitazioni sull’osso. Un tipico esempio è la frattura da marcia o dei marciatori che interessa il secondo metatarso.

Una frattura può essere anche il risultato di una precisa condizione clinica che indebolisce le ossa e ne pregiudica la resistenza, per esempio l’osteoporosi, alcuni tumori e l’osteogenesi imperfetta  detta anche malattia di Lobstein. Questo tipo di fratture, per indicarne la causa, vengono anche definite fratture patologiche.

In fine,fratture possono essere inoltre causate da una brusca e violenta contrazione muscolare e vengono dette fratture da avulsione. Questa contrazione determina un distacco osseo in corrispondenza dell’inserzione tendinea del muscolo stesso ed  è molto frequente nei giovanissimi atleti nei quali la massa ossea non è ancora ben consolidata.

Classificazione

La classificazione delle fratture è un argomento molto vasto e completo e quindi riassumeremo nei seguenti punti le fratture più frequenti e le loro caratteristiche.

  • Frattura composta  o scompostain rapporto all’eventuale spostamento dei segmenti ossei interessati da frattura si distinguono fratture composte, in cui i segmenti di frattura conservano la loro posizione anatomica, e fratture scomposte, in cui si verifica uno spostamento dei frammenti.
  • Frattura chiusa o esposta: in base all’integrità o meno della cute vi sono fratture chiuse, in cui la cute rimane integra e fratture esposte ad elevato rischio di infezione in cui vi è una lacerazione della cute ed esposizione esterna dell’osso.
  • Frattura completa o incompleta: a seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell’osso o una parte di esso ed in questo caso viene anche denominata infrazione.
  • Fratture legno verde o comminute: una frattura a legno verde è una frattura che si verifica in un osso giovane, morbido ed elastico, nella quale l’osso si piega e si rompe.  In base al numero di frammenti ossei prodotti, invece, se si originano numerosi frammenti prende il nome di frattura comminuta.
  • Fratture traverse, oblique, spiroidi o longitudinali: in base al decorso e alla forma della rima di frattura le fratture possono essere classificate in:
    • Fratture traverse: la rima di frattura è disposta ad angolo retto rispetto all’asse longitudinale dell’osso
    • Fratture oblique:  la rima di frattura forma un angolo inferiore a 90° rispetto all’asse longitudinale dell’osso
    • Fratture longitudinali: la rima di frattura è parallela all’asse longitudinale dell’osso
    • Fratture spiroidi: la rima di frattura compie un decorso a spirale lungo il segmento osseo, avvolgendosi ad esso.

Sintomi

La sintomatologia delle fratture è caratterizzata da:

  • forte dolore
  • ridotta motilità  che varia a seconda della sede della frattura e della posizione anatomica del singolo segmento osseo interessato
  • impotenza funzionale e quindi impossibilità nel sollevare carichi
  • ematoma e gonfiore

Diagnosi e trattamento

Come già avevamo detto in questo articolo sulle fratture del polso, un medico avrà il compito di effettuare un esame fisico, identificherà segnali e sintomi e farà una quindi una diagnosi.

Per una diagnosi più approfondita e per scegliere il miglior trattamento, i medici prescriveranno una radiografia ed in alcuni casi, anche una risonanza magnetica o TAC.

La guarigione ossea è un processo naturale che, nella maggior parte dei casi, si verificherà automaticamente, mentre quello che possiamo fare noi è fornire un trattamento che darà all’osso ferito la migliore circostanza per una guarigione ottimale (immobilizzazione).

Per favorire quindi il processo di guarigione naturale, le estremità dell’osso rotto che costituiscono la rima di frattura devono essere allineate. In caso le estremità non siano spontaneamente allineate si procederà a ridurre la frattura utilizzando tecniche differenti a seconda del caso specifico. La riduzione della frattura potrà essere effettuata mediante manipolazione esterna, riduzione chiusa  o intervento chirurgico.

Non appena i segmenti ossei sono allineati, devono essere immobilizzati per mantenere l’allineamento desiderato e necessario per la guarigione. Questo può includere l’utilizzo di:

  • Un gesso per mantenere la posizione fino a consolidamento.
  • Un tutore per immobilizzazione, come ad esempio i tutori su misura stampabili in 3D realizzabili con la soluzione Holey Brace Creator.
  • Piastre e viti in metallo: le attuali procedure possono utilizzare tecniche minimamente invasive.
  • Fissazione endomidollare mediante utilizzo di aste di metallo che sono posizionate al centro delle ossa lunghe, mentre dei cavi flessibili possono essere utilizzati nei bambini.
  • Fissatori esterni: questi possono essere fatti di metallo o fibra di carbonio; hanno spilli d’acciaio che passano nell’osso direttamente attraverso la pelle e sono un tipo di supporto esterno al corpo.

Di solito, la frattura viene immobilizzata per 2-8 settimane. La durata dipende da quale osso è interessato e se ci sono delle complicazioni, come un problema di afflusso di sangue o un’infezione.

Se un osso rotto è stato allineato correttamente e mantenuto immobile, il processo di guarigione è solitamente semplice. Gli osteoclasti (cellule ossee) assorbono l’osso vecchio e danneggiato mentre gli osteoblasti (altre cellule ossee) vengono utilizzati per creare nuovo osso. Il callo è un nuovo osso che si forma intorno a una frattura, si forma su entrambi i lati della frattura e cresce verso ciascuna estremità fino a riempirla. Alla fine, l’osso in eccesso si attenua e viene ripristinata la forma precedente.

L’età del paziente, l’osso interessato, il tipo di frattura e la condizione di salute generale della persona sono tutti fattori che influenzano la rapidità con cui l’osso guarisce. Se il paziente fuma regolarmente, ad esempio, il processo di guarigione richiederà più tempo.

Dopo il consolidamento della frattura potrebbe essere necessario ripristinare la forza muscolare e la mobilità nell’area interessata. Se la frattura si è verificata vicino o attraverso un’articolazione, c’è il rischio di rigidità permanente o artrite e l’individuo potrebbe non essere in grado di piegare l’articolazione come prima. Per diminuire i rischi o curare queste complicazioni è necessario affrontare un percorso di fisioterapia facendosi assistere da un fisiatra o un fisioterapista.

In caso di danni alla pelle e ai tessuti molli attorno all’osso o all’articolazione colpiti, può essere necessaria un intervento di chirurgia plastica.

Ritardo consolidamento e pseudoartrosi

Il ritardo di consolidamento rappresenta il ritardo rispetto ai tempi soliti di guarigione di una frattura. Il processo di guarigione è più lento ed impreciso del solito ma alcune volte, con provvedimenti opportuni, si può comunque giungere a guarigione.

Se il ritardo, nella guarigione della rottura ossea, supera i 6 – 9 mesi, risulta chiaro che quella frattura non è stata e non sarà in grado di guarire spontaneamente. La mancata consolidazione e guarigione di una frattura viene detta pseudoartrosi perché i frammenti della lesione ossea risultano uniti da tessuto fibroso (cicatrice) o a volte cartilagine, piuttosto che da osso. I frammenti sono ancora mobili l’uno rispetto all’altro venendo a creare una “falsa articolazione”, da cui deriva il termine che definisce la patologia.

Per risolvere queste due condizioni si può ricorrere a:

  • Terapia ad ultrasuoni: gli ultrasuoni a bassa intensità vengono applicati quotidianamente alla zona interessata ed è stato provato che aiutano la frattura a guarire. I tutori realizzati attraverso il sistema  Holey Brace Creator permettono l’applicazione degli ultrasuoni fin dal primo giorno di immobilizzazione, permettendo una guarigione più rapida e sicura.
  • Innesto osseo: se la frattura non guarisce, viene trapiantato un osso naturale o sintetico per stimolare l’osso rotto.
  • Terapia con cellule staminali: attualmente sono in corso studi per vedere se le cellule staminali possono essere utilizzate per trattare le fratture che non guariscono.

Prevenzione

Nutrizione e luce solare: il corpo umano ha bisogno di scorte adeguate di calcio per le ossa sane. Latte, formaggio, yogurt e verdure a foglia verde scuro sono buone fonti di calcio.

Il nostro corpo ha anche bisogno della vitamina D per assorbire il calcio e l’esposizione alla luce solare, così come mangiare uova e pesce ricco di grassi sono buoni modi per ottenere la vitamina D. La vitamina D svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento delle ossa sane.

Attività fisica: più ti eserciti, più forti saranno le tue ossa. Ad esempio saltare, camminare, correre e ballare e qualsiasi esercizio in cui il corpo attira lo scheletro.

L’età avanzata non si traduce solo in ossa più deboli, ma spesso in una minore attività fisica, il che aumenta ulteriormente il rischio di ossa ancora più deboli. È importante che le persone di tutte le età rimangano fisicamente attive.

Menopausa: l’estrogeno, che regola il calcio di una donna, diminuisce durante la menopausa, rendendo la regolazione del calcio molto più difficile. Di conseguenza, le donne devono prestare particolare attenzione alla densità e alla forza delle loro ossa durante e dopo la menopausa.

I seguenti passaggi possono aiutare a ridurre il rischio di osteoporosi post menopausa:

  • Fai diverse sessioni di allenamento a carico breve ogni settimana.
  • Non fumare.
  • Consumare solo quantità moderate di alcol.
  • Ottieni un’esposizione adeguata alla luce del giorno.
  • Assicurati che la tua dieta abbia un sacco di cibi ricchi di calcio. Per coloro che trovano questo difficile, un medico può raccomandare supplementi di calcio.

Se sei interessato su come applicare la stampa 3D nel tuo reparto di ortopedia scopri le nostre soluzioni di stampa 3D per tutori ortopedici su misura.

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