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Le fratture delle dita della mano: sintomi e cure

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Ogni giorno della nostra vita utilizziamo le mani per una enorme quantità di operazioni: mangiare e bere, guidare, scrivere, lavorare, stringere la mano ad una nuova conoscenza e molto altro.
Le mani sono probabilmente la parte del corpo che più utilizziamo per esplorare e apprender manipolando il nostro mondo che ci circonda. Purtroppo dal punto di vista medico le mani sono molto delicate ed è sufficiente un semplice trauma o una lesione come una frattura per comprendere a fondo quanto siano fondamentali e quanto sia necessario averne cura.

Le dita delle mani e le fratture 

Ogni dito delle nostre mani è diviso in varie ossa dette falangi. A parte il pollice, che ne ha due, le altre dita hanno ognuna tre falangi e ciascuna di esse può facilmente essere vittima di traumi più o meno intensi e con conseguenze più o meno gravi.

Statisticamente è più facile che ad essere soggette a frattura siano le punta delle dita, in questo caso si parlerà di frattura dell’articolazione interfalangea distale. Andando verso l’interno, ossia verso la base delle dita, potremo poi avere una frattura obliqua della falange intermedia, una frattura dell’articolazione interfalangea dorsale, una della base della falange prossimale, terminando poi con una frattura da avulsione della falange prossimale.

Più che concentrarci sulle possibili cause delle di queste fratture sarà consigliabile prestare attenzione ai sintomi, in modo da riuscire ad identificarla rapidamente e curarla con la dovuta attenzione.

 

Sintomi della frattura alle dita della mano

Uno dei sintomi più riconoscibili delle fratture delle dita della mano è il dolore. Ad esempio può esservi capitato durante una partita di basket o pallavolo di intercettare la palla con la punta di uno o più dita. Quel dolore che avete provato può essere il primo sintomo di una micro lesione o una frattura vera e propria.

Infatti, se al forte dolore si unisce un evidente gonfiore e/o una deformazione ossea o articolare è molto probabile che sia avvenuta una frattura di una certa entità. In alcuni casi più lievi, non è possibile individuare ad occhio nudo alcuna anomalia, e quindi dovremo basarci solamente sulla percezione del livello di dolore e sulla comparsa di tipici lividi: dopo alcuni minuti il dito apparirà gonfio e sarà quasi impossibile muoverlo con agilità.

E’ giusto però ricordare che dolore e gonfiore sono sintomi comuni non solo della frattura ma anche della distorsione e della slogatura. Sarà quindi necessario interrompere l’attività e, nel caso il dolore sia particolarmente forte, recarsi al pronto soccorso. Spetterà poi al personale medico analizzare le lastre del dito infortunato per comprendere con esattezza l’entità del problema.

 

Le cure migliori per risolvere le fratture delle dita

Nel caso in cui si sia diagnosticata una frattura di piccola entità, sarà sufficiente immobilizzare il dito fratturato, usare il ghiaccio contro il gonfiore sulla parte interessata ed assumere degli antinfiammatori. Ovviamente portare una stecca risulterà scomodo ed invalidante. Generalmente infatti, con un dito immobilizzato non è possibile guidare o lavorare col computer e risulteranno complicate anche semplici attività come cucinare o riordinare la casa. Bisognerà quindi armarsi di santa pazienza ed attendere il recupero dalla frattura evitando in tutti i modi di utilizzare la parte lesa.

A meno che non si scelga di utilizzare un dispositivo di immobilizzazione più moderno pensato per garantire una guarigione corretta ed un comfort maggiore. Un esempio è l’utilizzo di un tutore per il dito stampato in 3D su misura. A differenza di una steccatura tradizionale è meno ingombrante, più leggero, traspirante e soprattutto può essere bagnato senza problemi. Viene realizzato piatto e grazie a dell’acqua calda diventa plasmabile da parte del medico che lo modellerà in base alla forma anatomica ed alla posizione che dovrete assumere. Se vuoi scoprire di più su tutori ortopedici su misura stampabili in 3D visita la pagina dedicata sul nostro sito.

E’ diverso invece in caso di una frattura più complessa, ad esempio in più punti o scomposta. Infatti, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico con lo scopo di riunire i frammenti dell’osso. Fortunatamente si tratta di un intervento relativamente semplice e rapido in anestesia locale. Nel caso in cui siate degli sportivi o dei musicisti professionisti è consigliabile farlo presente al vostro medico per potervi indirizzare al professionista più esperto.

Una piccola rigidità in una falange non provoca alcun problema in una persona che usa le mani in modo “normale”, ma risulta drammaticamente invalidante per un pianista od un violinista, professionisti che devono necessariamente avere un controllo ed una sensibilità assoluta nell’uso delle mani.

 

La riabilitazione post chirurgica e la completa guarigione

Se l’operazione chirurgica ha un’importanza fondamentale per la guarigione dalla frattura del dito, altrettanto importante sarà la riabilitazione successiva. Sarà infatti doveroso recarsi in un centro riabilitativo specializzato, dove dei fisioterapisti esperti sapranno spiegarvi e programmarvi gli esercizi più adatti per il vostro recupero.

I tempi di recupero comprendono almeno uno/due settimana di immobilizzazione, a cui si aggiungono circa 4 settimane di riabilitazione. Possiamo quindi ipotizzare che una frattura “normale” possa essere recuperata nel giro di un mese e mezzo.

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