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I traumi sulle piste da sci: I consigli degli ortopedici per la prevenzione.

La dieta che aiuta: i 3 alimenti che aiutano in caso di frattura
22/09/2019

Ogni anno si registrano circa 30 mila infortuni sulle piste da sci che coinvolgono gli amanti degli sport invernali.

Questo è quello che i dati provenienti dal Sistema Nazionale di Sorveglianza sugli Incidenti in Montagna (SIMON) ci dicono. Coinvolgono in maggioranza gli uomini (55,4%) rispetto le donne (44,5%) con un particolare interesse per la fascia di età 28-40 anni. Inoltre, il 65% degli incidenti avvengono in condizioni meteo ottimali e quindi non imputabili al maltempo, mentre solo il 10% è dovuto a scontri con altri sciatori. Quest’ultima analisi evidenzia dunque che la maggior parte degli incidenti è dovuta alla perdita di controllo causata da imprudenza, inesperienza o una preparazione fisica non sufficiente prima di gettarsi in pista.

Per sciare in sicurezza infatti, una delle condizioni essenziali è proprio quella della preparazione fisica che molti sciatori sottovalutano: è opportuno allenare la muscolatura ad affrontare un gesto atletico importante e impegnativo che spesso viene praticato solo una settimana l’anno, in condizioni climatiche a volte estreme.
Nei mesi che precedono una vacanza sulla neve è fondamentale, quindi, impostare una ginnastica presciistica, meglio con un preparatore atletico, e gestire con prudenza le prime giornate, incrementando la difficoltà delle piste gradualmente e riconoscendo i propri limiti fisici per fermarsi al momento giusto.

In un’intervista rilasciata per Ortopedici e Sanitari il Dott. Francesco Falez, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), ha dichiarato:

Gli infortuni più frequenti coinvolgono gli arti inferiori, soprattutto distorsioni del ginocchio, con associate lesioni legamentose che rappresentano uno dei traumi con più alta incidenza in correlazione all’attività sciistica. Molto dipende anche dal tipo di sport praticato: se lo sci è uno sport che sollecita in modo particolare le articolazioni e, tra queste, in particolare quelle degli arti inferiori, lo snowboard salvaguarda relativamente meglio le ginocchia esponendo invece a un rischio maggiore gli arti superiori, con maggior frequenza a carico della spalla, della mano e del polso.Questi traumi possono essere di gravità crescente, tali da ricorrere all’intervento dell’ortopedico e spesso alla chirurgia.”

Questo scenario è confermato dai dati provenienti da Epicentro, da cui emerge nel 32,6% dei casi l’intervento del soccorso sulle piste avviene a causa di distorsioni e di queste il 94% è a carico degli arti inferiori. Seguono contusioni (26%), fratture (14%), ferite (9%) e lussazioni (8%). Le donne sono le più interessate dalle distorsioni (43%), mentre per gli uomini le differenti tipologie di lesione sembrano ripartirsi in maniera più equilibrata: le ferite riguardano il 12% mentre le lussazioni l’11%.

Passando agli esercizi raccomandati eccome alcuni semplici che si possono eseguire anche a casa:

  • Flessioni sulle gambe: in piedi, con le gambe leggermente divaricate portare le mani dietro la nuca e abbassarsi piegando le ginocchia fino ad accosciarsi. Quindi ritornare alla posizione eretta stendendo le gambe.
  • Affondi: in piedi, una gamba avanti e una dietro, piegarsi sulla gamba davanti fino a far toccare terra il ginocchio di quella dietro. Ritornare alla posizione iniziale spingendo sulla gamba davanti.
  • Lo stesso si può fare di lato: in piedi con le gambe divaricate, tenendo il busto eretto piegarsi alternativamente su una gamba e poi sull’altra.
  • Distesi a terra, pancia in giù, piegare una gamba fino a toccare il gluteo e ritornare alla posizione distesa. Poi eseguire con l’altra gamba. Questo esercizio va fatto o con pesi alle caviglie o utilizzando elastici fissati da un lato alla caviglia e dall’altro a un punto fermo (per esempio una gamba del letto).

Per addome e schiena:

  • Distesi in posizione supina con braccia lungo il corpo e palme a terra, sollevare lentamente entrambe le gambe (tese e unite) fino a formare un angolo acuto con il pavimento. Mantenere la posizione per qualche secondo, poi abbassare lentamente le gambe bloccandole quando i talloni distano circa 10-15 cm da terra; fare di nuovo una breve sosta, quindi risollevare le gambe.
  • In piedi, con gambe divaricate e braccia ai fianchi roteare il busto a destra, ritornare nella posizione di partenza, e ripetere lo stesso movimento a sinistra.
  • In piedi, con gambe unite e braccia lungo i fianchi. Sollevare le braccia in alto con palme rivolte in avanti, quindi flettere lentamente il busto in avanti, mantenendo le gambe tese, fino a portare le punte delle dita il più vicino possibile alle punte dei piedi. Raggiunta la massima flessione tornare alla posizione di partenza e ripetere.

Per gli arti superiori:

  • Piegamenti sulle braccia. Rinforzano braccia e pettorali: distesi, pancia a terra e mani posate sul pavimento all’altezza delle spalle, estendere le braccia spingendo il tronco in alto mantenendo busto e gambe dritte. Quindi abbassarsi nuovamente, senza toccare il pavimento con il torace e ripetere.
  • In piedi, posizione eretta, con piccoli pesi ai polsi o tendo in mano dei manubrio, oppure con un elastico da tenere fermo con i piedi, tenendo le braccia aderenti al busto flettere i gomiti portando le mani verso le spalle e tornare con le braccia distese lungo il corpo.

Se nonostante le giuste precauzioni si dovesse riportare una frattura o un trauma distorsivo non farti fermare dal vecchio gesso!! Scopri i tutori realizzati su misura attraverso stampa 3D.

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