Il rapporto tra gesso ortopedico nella frattura e la salute della pelle

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Un apparecchio gessato è uno stampo rigido di vetroresina, gesso o materiale sintetico che viene utilizzato per immobilizzare parte del corpo e per supportare l’osso e i tessuti molli che sono stati danneggiati (ad esempio, a causa di trauma), correggere deformità ortopediche o promuovere la guarigione dopo una procedura prevista come la chirurgia ortopedica. Mantenere il gesso pulito e asciutto è essenziale perché l’umidità e/o la sporcizia all’interno del materiale agevola la crescita microbica che può provocare irritazione cutanea, cattivo odore e
compromettere l’integrità del gesso stesso.
In caso non si riesca a mantenere il gesso nelle condizioni ideali si possono venire a creare delle serie complicazioni soprattutto per la pelle.  Tra queste le più comuni da segnalare sono la dermatite da contatto e le micosi (funghi).

La dermatite da contatto è un’infiammazione della pelle scatenata dall’interazione con sostanze irritantiallergeni e batteri .  Questa dermatosi colpisce prevalentemente le persone di età compresa fra i 40 e i 45 anni, senza particolari distinzioni tra i due sessi. La dermatite da contatto è molto diffusa in ambito lavorativo, ma si riscontra frequentemente anche al di fuori del contesto professionale come ad esempio durante il periodo di ingessatura.

Nella maggior parte dei casi, le dermatiti da contatto sono causate dall’esposizione a metalli, in particolare nichel e cobalto. Tuttavia, occorre tenere presente che moltissime altre sostanze possono scatenare reazioni di questo tipo: dai farmaci applicati localmente ai detersivi, dai tessuti ai prodotti cosmetici.
Si distinguono due forme di dermatite da contatto: irritativa ed allergica:

  • La dermatite irritativa da contatto (DIC) è causata dal contatto ripetuto con sostanze in grado di danneggiare la cute, senza che vi sia l’attivazione della risposta immunologica.
  • La dermatite allergica da contatto (DAC) è provocata, invece, dall’esposizione a una sostanza (allergene) in grado di innescare una reazione immunitaria.

 

Il contatto con la sostanza irritante o l’allergene verso cui si è suscettibili provoca un processo infiammatorio che, nel giro di breve tempo (da pochi minuti fino a 72 ore) scatena forte prurito e bruciore nella zona interessata. Altre manifestazioni cutanee associate alle dermatiti da contatto variano dall’eritema alla formazione di vescicole, dalla desquamazione alle ulcerazioni.

Mentre le micosi cutanee sono provocate da un gruppo di microorganismi chiamati anche miceti. I funghi sono però comunemente presenti nella flora cutanea e nell’ambiente, ma in genere non costituiscono un problema, infatti, tendono a “convivere” con l’organismo umano allo stato di saprofiti, senza arrecare danno. Tutto ciò grazie a diversi meccanismi difensivi che proteggono il corpo umano da un loro eccessiva proliferazione.
Tuttavia in alcune condizioni favorevoli, i miceti cutanei possono trasformarsi in agenti patogeni invasivi, tramutandosi  in microrganismi opportunisti. Nella pratica, questi funghi sono capaci di “sfruttare” uno momento di debolezza immunitaria dell’organismo per accrescere le proprie colonie sulla cute, al punto da provocare una malattia. Non a caso, le infezioni provocate dai funghi della pelle si verificano con maggior frequenza durante l’estate, quando il caldo e l’umidità tipici della stagione estiva ne facilitano la crescita e la diffusione tra gli

individui ed in ambienti con le medesime condizioni. come al di sotto del gesso dove la sudorazione della pelle, l’ambiente non traspirante e l’impossibilità di lavare frequentemente la zona creano un ambiente molto favorevole per la loro proliferazione. Aggiungendo delle problematiche oltre la frattura.

La sintomatologia associata alle micosi della pelle si manifesta nelle sedi cutanee e nelle strutture annesse che infettano. L’epidemiologia varia da una forma di micosi all’altra ed è ampiamente influenzata da molti fattori ambientali e soggettivi.
La diagnosi è basata sull’aspetto clinico delle lesioni, accertato durante la visita dermatologica, e sull’esame microscopico e colturale del tessuto infetto, cosa non facilmente possibile quando si indossa un gesso ortopedico.

Il trattamento dipende dalla sede d’infezione, ma prevede generalmente l’utilizzo di farmaci antimicotici topici od orali, diretti in modo specifico al fungo della pelle presente nella zona interessata. Per prevenire il manifestarsi di queste complicazioni è opportuna una costante attenzione e prevenzione durante tutto il periodo in cui si è costretti ad indossare il gesso.

Alcune delle procedure più raccomandate sono:

  • Il gesso e la resina asciugano completamente in tempi lunghi quindi si consiglia, nelle prime 48/72 ore, di appoggiare l’arto ingessato su piani morbidi per evitare
    deformazioni che potrebbero provocare disturbi o rovinare il gesso.
  • Non bisogna mai bagnare il bendaggio o l’apparecchio gessato.
  • La cute libera adiacente va lavata con acqua e sapone senza bagnare il gesso o il bendaggio; in caso di difficoltà si può usare una schiuma detergente.
  • E’ vietato l’uso di borotalco, creme, pomate o polveri in genere. In caso di prurito non grattarsi con filo di ferro, uncinetti, penne o altro. Il rischio legato a tali
    manovre è quello di danneggiare la cute creando così piaghe infette con sviluppo di batteri o funghi.
  • Se il gesso si bagna e/o si sporca valutare se si sviluppano ulcere da decubito o sindrome compartimentale.
  • Valutare l’integrità cutanea ed eseguire la cura della cute. Valutare l’integrità della cute intorno al gesso e sotto i suoi bordi per trovare irritazione, vesciche e lesioni cutanee. Se sono presenti zone ruvide sul bordo del gesso che sembrano irritare la pelle, bisogna apporre del nastro adesivo a fianco del bordo del gesso e appena dentro, in modo che si sovrapponga leggermente per fare un bordo liscio ed applicare una crema idratante con moderazione, facendo attenzione ad evitare il contatto con l’apparecchio gessato. Mantenere la pelle pulita e asciutta il più possibile ed evitare l’uso di borotalco, perché può raccogliersi sotto il gesso e provocare irritazione della pelle.

In alternativa al gesso ed a tutte queste procedure è possibile immobilizzare la parte interessata utilizzando un tutore ortopedico su misura realizzato con la stampa 3D. I tutori realizzati con la piattaforma Holey Brace Creator sono resistenti all’acqua, leggeri e totalmente traspiranti e realizzati perfettamente sulla vostra misura. In questo modo potrete continuare tutte le vostre attività quotidiane senza preoccuparvi di dover stare lontani dall’acqua o di fastidiose complicazioni come funghi e dermatiti.
 

 

 

 

 

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